Chi Siamo

 
 

 

Aurlindin nasce nel 1995 su iniziativa di Daniela Lauber e di un gruppo di uomini e donne di buona volontà con l’intento di fornire ai malati terminali e alle loro famiglie, uno speciale tipo di assistenza, che ponga l’attenzione sulle esigenze spirituali delle persone, aiutandole ad affrontare l’esperienza della malattia e della morte con una maggiore consapevolezza.

Anche in presenza di un’efficace assistenza sanitaria, infatti, è evidente che nella nostra società è quasi del tutto assente una cultura della morte che consenta di giungere preparati a questo evento, e né i medici né il personale ospedaliero hanno la possibilità di prendersi cura delle persone nella loro unità di corpo-mente-spirito e sostenere un percorso consapevole.

Proprio la “preparazione consapevole” è il cuore pulsante di Aurlindin, per il volontario, per chi si appresta a lasciare la vita, e per chi resta e con difficoltà si trova a dover andare avanti senza coloro che ama.

Far luce su un argomento di cui nessuno parla volentieri, per secoli relegato nell’angolo più nascosto della mente, ed escluso dalle conversazioni e dagli approfondimenti, non può avvenire che lasciandoci guidare da coloro che sono un passo avanti nel cammino, come è avvenuto per Daniela Lauber, che fin da piccola è stata presa per mano dai nonni in questo viaggio di conoscenza della morte senza paura che le ha fornito gli strumenti per coglierne le varie sfaccettature e l’elemento di transizione e per questo ha dedicato a loro l’Associazione nata dalle iniziali dei nomi Aurelia, Lina e Dino.

  

Per spiegarvi com’è nata l’Associazione Aurlindin dovremo parlarvi del nostro lungo cammino alla ricerca dell’equilibrio tra il corpo, la mente e lo spirito, ma cercheremo di racchiudere tutto in una unica frase:

 

Un’idea nasce come un piccolo seme che germogliando,

nutrito dalla consapevolezza e dall’intuizione,

diventa intenzione ed azione pura”.

  

 L’Associazione è strutturata nelle seguenti Aree di Intervento:

 

•   Cultura della morte per una preparazione consapevole;

•   Sostegno alle famiglie di natura sociale, spirituale e morale che devono affrontare in breve, medio o lungo periodo un decesso di un loro caro;

•   Assistenza ai malati terminali collaborando con le strutture, già avviate sul territorio, che positivamente e professionalmente svolgono questa opera;

•   Accompagnamento alla morte: sostegno alle persone che stanno per morire per affrontare il trapasso in modo consapevole, affinché tutte le possano avere una parola di conforto e di sostegno nell’ultimo periodo della loro vita;

•   Elaborazione del lutto per tutti coloro che con difficoltà si apprestano a continuare la propria vita dopo la scomparsa del proprio caro.

•   Rendendo consapevoli e mobilitando i cittadini e le forze della società verso il benessere dell’uomo;

•   Analizzando e studiando i fenomeni collegati alla morte, le loro cause e i loro effetti, per elaborare risoluzioni che ne possano eliminare la paura e l’ignoranza;

•   Sensibilizzando l’opinione pubblica sul tema del trapasso, per mezzo di incontri, di riflessioni, di conferenze e dibattiti pubblici e sollecitando le giovani generazioni ad una maggiore apertura consapevole nei confronti anche della malattia terminale e il relativo concreto aiuto che si può dare a coloro i quali necessitano di una guida o di un sostegno negli ultimi momenti della propria vita.


 

 

Chi desidera divenire operatore volontario Aurlindin deve aver sentito la chiamata interiore perché solo quando si sente la chiamata si è certi che si desidera realmente iniziare un percorso interiore.

 

Il volontario Aurlindin deve prima di tutto aver lavorato su se stesso e aver trasformato i suoi limiti in punti di forza, le sue ombre in punti di luce. Solo dopo essere passato da se stesso potrà attraversare le proprie esperienze ed andare incontro all’altro.

È necessario questo tipo di percorso perché a volte andiamo a porgere la mano ad un uomo che ha bisogno di passare attraverso di noi per trovare la via del trapasso e noi a volte potremmo essere la porta che sta cercando, la mano amica da stringere, lo sguardo nel quale perdersi per ritrovarsi nell’aldilà.

Significa aver lavorato e avere compreso la morte come evento fisico e il trapasso come via spirituale.

Tutti coloro che sono interessati a divenire Operatori Volontari Aurlindin, e a svolgere il servizio vero e proprio in strutture ospedaliere e/o domiciliari, possono richiedere un incontro conoscitivo con uno dei nostri operatori in sede per avere tutte le informazioni.